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sabato, 03 marzo 2007 Ecco le informazioni sulla Conferenza di Chianciano. Per le spiegazioni, potete leggere il mio post precedente.
Se qualche lettore di questo blog volesse venire, mi farebbe piacere se - oltre a iscriversi come indicato sotto - mi mandasse una mail per dirmi che ci sarà, scrivendo a kelebek@imolanet.com. Conferenza Internazionale
CON LA RESISTENZA, PER UNA PACE GIUSTA IN MEDIO ORIENTE
Chianciano Terme (SI)
Salone delle Terme di Sant'Elena
Sabato 24 e domenica 25 marzo 2007
PROGRAMMA E ORATORI
SABATO MATTINA (10,00 – 13,00)
Introduce i lavori Leonardo Mazzei
L’offensiva americana, la sudditanza europea e la prospettiva del Fronte antimperialista internazionale
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PRIMA SESSIONE
La resistenza dei popoli palestinese e libanese contro sionismo e imperialismo
Presiede la sessione: Aldo Bernardini
INTERVENTI
- Le sanzioni occidentali sono illegittime. Rispettare la volontà democratica del popolo palestinese
- Waleed al Modallal, professore di Scienze politiche presso l’università islamica di Gaza
- La soluzione democratica del problema nazionale palestinese
- Mohammed Ha Alissa, giornalista, esponente della sinistra palestinese
- Lasconfitta israeliana e il futuro della Resistenza libanese
- Ali Fayad, docente universitario, direttore del Centro di Studi e Documentazione di Beirut
- Unità nazionale per battere il confessionalismo religioso
- Samah Idriss, direttore della rivista letteraria libanese “Al Adab”
- La minaccia americana contro l’Iran e la Resistenza araba
– Hisham Bustani, giornalista, esponente dell’opposizione democratica giordana
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SABATO POMERIGGIO (14,30 – 18,30)
SECONDA SESSIONE
La Resistenza irachena e le condizioni della vittoria
Presiede la sessione: Wilhelm Langthaler
- Per l’unità di sunniti e sciiti contro l’occupazione
- Ayatollah al Sayyed Ahmed al Baghdadi, religioso patriottico, leader dell’opposizione contro l’occupazione
(collegamento telefonico)
- L’embargo politico alla Resistenza e le condizioni per la vittoria sugli occupanti
- Abdul Jabbar al Kubaisy, segretario dell’Alleanza Patriottica Irachena, portavoce internazionale del Fronte Patriottico Nazionale Islamico
- Il fallimento del piano americano di tripartizione imposto con la Costituzione
- Youssif Hamdan, professore universitario e leader del Partito comunista, unità del popolo (Ittihad Alshaab)
- L’impatto politico della resistenza irachena
- Saad Kiryakos, professore di economia all’università di Ottawa, portavoce dell’Organizzazione di amicizia, pace e solidarietà con l’Iraq
- Il governo al-Maliki è il primo artefice dello scontro settario e della proliferazione delle milizie
- Fadhil M. Hussain, professore universitario e giornalista
- La tragedia umanitaria e la drammatica dimensione della prigionia politica
– Ibrahim Sulman Rizk, medico
- La confessionalizazione del sistema scolastico e la repressione contro la libertà di espressione
- Nouri N. Abd, leader del movimento giovanile e studentesco
- La sinistra irachena e la sua alleanza con le forze patriottiche islamiche
- Asrar-A-Abdullatif, leader del Partito Comunista Iracheno (Comando Centrale)
- L’opposizione shiita contro l’occupazione americana e la duplice politica iraniana
- Mohamed al Khuzai, portavoce del movimento dell’Ayatollah Hassani per l’unità e la riconciliazione irachena
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DOMENICA MATTINA (9,00–13,00)
TERZA SESSIONE
Un unico nemico, la stessa lotta. Come costruire un Fronte Antimperialista Internazionale
Presiedono: Roberto Massari e Marco Riformetti
- Il Forum Sociale Mondiale e il problema del sostegno alle Resistenze
- Samir Amin, docente universitario a Dakar e esponente del FSM
- Dopo il Vietnam. Il movimento No-War negli Usa e la guerra in Iraq
- John Catalinotto, International Action Centre Usa
- Come è nata e come si è sviluppata la Resistenza irachena
- Jabbar al Kubaysi
- Perché e’ probabile l’aggressione USA all’Iran
- Lucio Manisco, giornalista
- Il ruolo dell’Islam nella lotta antimperialista
– Hamza Piccardo, portavoce Ucoii (Unione Comunità Organizzazioni Islamiche in Italia)
11,30 – Dibattito
13,30 – Conclusioni di Moreno Pasquinelli
14,00 – Pranzo
15,30 – Approvazione documento conclusivo
16,00 – Conferenza stampa
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COME PRENOTARE PER PARTECIPARE ALLA CONFERENZA
Il 24 e 25 marzo sarà dunque possibile dare finalmente voce anche in Italia alle ragioni, ai programmi, agli obiettivi delle forze che resistono alle aggressioni imperialiste.
E’ la prima volta che una conferenza di questo tipo si svolge in Europa.
Essa sarà dunque un’occasione per rafforzare la solidarietà del movimento contro la guerra con i popoli che la guerra la subiscono da anni. Ma sarà anche un’occasione per conoscere la situazione in Iraq, Palestina e Libano attraverso la voce e l’esperienza di chi resiste, contro l’intossicazione della disinformazione imperante.
COME PRENOTARE
Per la prenotazione basta scaricare e compilare la scheda che trovate qui http://www.iraqiresistance.info/register.php sia in versione word che Pdf.
La scheda va inviata a Clante Hotels, Chianciano Terme
Tel. 0578 63360 Fax 0578 64675
E-mail clantehotel@libero.it
Sono possibili 3 pacchetti:
A) Dalla cena del venerdì al pranzo della domenica, al prezzo di 104 euro a persona in doppia e di 118 euro in singola.
B) Dal pranzo del sabato a quello della domenica, al prezzo di 82 euro a persona in doppia e di 89 euro in singola.
C) Dalla cena del sabato al pranzo della domenica, al prezzo di 67 euro a persona in doppia e di 74 euro in singola.
N.B. questi prezzi comprendono il contributo individuale di 15 euro al giorno per l’autofinanziamento della conferenza.
Vi ricordiamo che la conferenza sarà tradotta simultaneamente in tre lingue (arabo, italiano, inglese)
Per informazioni e chiarimenti rivolgersi al comitato organizzatore scrivendo a conferenzachianciano@libero.it o telefonando al 328 4320501 (Maria Grazia) dopo le ore 14,00
Forse vi avranno incuriosito, nella colonna a destra, un tag intitolato "Chianciano", che raccoglie un gran numero di post, nonché un banner, dell'ottimo Mauro Biani, che è stato esposto da diversi blog e che riporta sempre a quel tag.
Il riferimento è a un convegno che gli amici del Comitato Iraq Libero stanno cercando di organizzare dall'estate del 2005, nella cittadina di Chianciano. L'idea iniziale era di far parlare, per la prima volta in Europa, alcuni esponenti della Resistenza irachena. La cosa è importante, perché, come sa anche la casalinga di Voghera, laggiù c'è un conflitto. E la casalinga di Voghera, o il traduttore di Firenze, sa anche che la democrazia si basa sull'idea che in un conflitto si ascoltano tutte e due le parti, per decidere poi chi ha ragione e chi ha torto. Per dire, non sarebbe democratico se i giornali riportassero solo i pareri di Berlusconi, di Fini e di Casini, mentre venisse vietato a Prodi, Diliberto o Rutelli di aprire bocca. Noi siamo talmente coinvolti nei conflitti in Medio Oriente, che stiamo per regalare agli Stati Uniti la base, a Vicenza, da cui tutti quei conflitti saranno coordinati. Quindi, l'idea era di sentire anche l'altra campana. Il termine "Resistenza" va precisato: per forza di cose, gli invitati sono persone che vivono legalmente o in Iraq, o nei paesi vicini; che possono uscire legalmente da quei paesi; e che possono poi entrare legalmente in Italia. Nemmeno volendo, si potrebbero quindi invitare dei combattenti in Italia. Al massimo, esponenti rappresentativi di quel 61% di iracheni che approva la resistenza armata. In più, la faccenda è interessante, perché le guerre statunitensi sono al centro della storia mondiale da almeno cinque anni. Anzi, a essere precisi, da 200 e passa anni, gli Stati Uniti hanno condotto in media quasi una guerra all'anno fuori dai propri confini, ma quello è un altro discorso. Di tutte le manifestazioni con bandiere arcobalene, il complesso militare industriale (questo termine sovversivo è stato coniato dal presidente repubblicano Eisenhower) si è fatto un baffo. Invece, di fronte alle bombe improvvisate dei partigiani iracheni, si è fermata l'intera macchina imperiale. E solo allora i media e i politici hanno cominciato a mettere in dubbio l'opportunità di tante altre guerre. Quindi la resistenza irachena, pur nella sua inestricabile complessità, ha segnato anche la nostra storia. Nell'estate del 2005, ben quarantaquattro membri della Camera dei Deputati degli Stati Uniti, con in testa Sue Kelly, presidente della commissione parlamentare su "esercito, terrorismo, minacce e capacità non convenzionali", avevano mandato una specie di ultimatum all'ambasciatore italiano a Washington, Sergio Vento, ordinandogli di vietare il convegno di Chianciano. In aperta contraddizione con il nome del loro partito, i politici di Forza Italia si sono mossi in blocco a sostegno di questa violazione della sovranità nazionale; il ministro degli esteri, Gianfranco Fini ha posto il suo veto sui visti ai partecipanti, e il convegno è saltato. Adesso, sembra che il convegno si possa fare: come a Vicenza, il centrosinistra preferisce sfuggire allo scontro frontale, tanto, cosa volete che sia un convegno? La situazione in Iraq si è però molto complicata dal 2005, con la guerra civile tra sciiti e sunniti; e dopo la guerra simultanea che Israele ha condotto la scorsa estate contro i palestinesi e contro i libanesi, e l'intervento italiano in Libano, si è deciso di estendere il convegno in modo da dare voce anche alle resistenze in Palestina e in Libano. La conferenza, quindi, oggi si intitola Conferenza Internazionale CON LA RESISTENZA, PER UNA PACE GIUSTA IN MEDIO ORIENTE e si svolgerà a Chianciano Terme (SI) nel Salone delle Terme di Sant'Elena, sabato 24 e domenica 25 marzo 2007. Nel prossimo post, il programma e le modalità per iscriversi. giovedì, 15 giugno 2006 IRAQ LIBERO – COMITATI PER LA RESISTENZA DEL POPOLO IRACHENO Bollettino del 14 giugno 2006 http://www.iraqiresistance.info ADESSO E' ORA AFFINCHE' SIANO CONCESSI I VISTI A Nel 2005 il governo Berlusconi impedì il regolare svolgimento della Conferenza Internazionale “Per una pace giusta in Iraq”. Ad un anno di distanza le ragioni della Conferenza sono rimaste immutate, mentre la sua importanza è addirittura cresciuta. L’occupazione continua e con essa continuano le brutalità di ogni tipo: bombardamenti aerei, stragi di civili, arresti di massa, torture. La stessa occupazione brutale, la stessa negazione di ogni diritto la ritroviamo in Palestina. Per questi motivi abbiamo deciso di riconvocare, col titolo “Per una pace giusta in Iraq e in Palestina”, la Conferenza Internazionale che avrebbe dovuto tenersi nell’autunno scorso a Chianciano Terme. Vogliamo la Conferenza Internazionale per dare voce a chi si batte per la libertà del popolo iracheno, per il riconoscimento politico della Resistenza, per riunire i suoi rappresentanti e quelli degli altri popoli del Medio Oriente in lotta con le forze del movimento contro la guerra e la globalizzazione. Una conferenza per dare voce ai legittimi rappresentanti palestinesi, per la fine dell’embargo imposto da Israele, Usa ed Unione Europea nei confronti del governo uscito dalle elezioni del gennaio scorso; un embargo affamatorio che (come fu in Iraq dopo il 1991) colpisce crudelmente l’intero popolo palestinese. Affinché la Conferenza possa svolgersi regolarmente è necessario superare lo scoglio dei visti, un anno fa negati da Fini. Chiediamo perciò a tutti coloro che condividono lo spirito e gli scopi della Conferenza, a chi avverte la necessità di impedire che vengano nuovamente calpestati i più elementari diritti democratici, di dare vita ad una vasta campagna di raccolta di firme sul testo che pubblichiamo di seguito. A tutti chiediamo la firma e la massima diffusione, nei siti internet, attraverso le mailing list, eccetera. Questa è una battaglia che appartiene a tutto il movimento contro la guerra, mobilitiamoci da subito! LETTERA A MASSIMO D’ALEMA Al Ministro degli Esteri On. Massimo D’Alema Ella sarà certamente venuto a conoscenza che nell’ottobre scorso, a Chianciano Terme, avrebbe dovuto tenersi una Conferenza internazionale “PER UNA PACE GIUSTA IN IRAQ”.
Saprà che detta Conferenza dovette essere annullata dai promotori a causa della gravissima decisione dell’allora Ministro degli Esteri G. Fini di non concedere i visti ai rappresentanti della società civile e della resistenza irachena all’uopo invitati.
Lo stesso Ministro degli Esteri negò addirittura il visto anche ad Haj Ali, l’uomo incappucciato dai carcerieri, diventato in tutto il mondo simbolo dei torturati nella prigione di Abu Ghraib. Con questi atti vennero calpestati non solo i diritti democratici, ma anche i più elementari diritti umani che pure a parole tutti riconoscono. A fronte di queste decisioni molti furono gli appelli e le proteste in Italia ed all’estero. Tra questi ricordiamo la lettera di 41 parlamentari appartenenti a diverse forze politiche, inviata al ministro Fini nel novembre scorso. In quella lettera i suddetti parlamentari giudicando “immotivata la linea seguita dal Ministero”, chiedevano che venisse garantito l’ingresso agli esponenti iracheni.
Primi firmatari: - Falco Accame – ex Presidente della Commissione Difesa della Camera dei deputati - Giovanni Bacciardi – Docente universitario, Firenze - Marino Badiale – Professore di matematica, Università di Torino - Aldo Bernardini – Docente di Diritto internazionale, Università di Teramo - Massimo Bontempelli – Filosofo, Pisa - Vainer Burani – Avvocato, Reggio Emilia - Pino Cacucci - Scrittore - Franco Cardini – Istituto Studi Umanistici, Firenze - John Catalinotto – International Action Centre, Usa - Andrea Catone – Insegnante, Bari - Luigi Cortesi – Professore emerito Università “l’Orientale”, Napoli - Giorgio Forti – Ordinario Università Statale di Milano e socio Accademia Lincei - Giovanni Franzoni – Animatore di Comunità Cristiane di Base - Piero Fumarola – Docente di Sociologia delle Religioni, Università di Lecce - Don Andrea Gallo – Comunità San Benedetto al Porto, Genova - Umberto Gay – Giornalista Radio Popolare, Milano - Roberto Giammanco – Scrittore e americanista - Ugo Giannangeli – Avvocato, Milano - Giulio Girardi – Filosofo e teologo della Liberazione - Massimo Grandi – Docente universitario, Firenze - Margherita Hack - Astrofisica - Alessandra Kersevan – Ricercatrice storica - Gianfranco La Grassa – Economista - Raniero La Valle – già Parlamentare - Domenico Losurdo – Filosofo, Università di Urbino - Roberto Massari – Editore - Noori al Moradi – Agronomo, Università di Malmö e rappresentante del Partito Comunista Iracheno “al Kader” - Carlo Oliva – Pubblicista - Jean Pierre Page – Comitato francese della Prima Conferenza Internazionale per il sostegno della Resistenza del popolo iracheno - Giuseppe Pelazza – Avvocato, Milano - Nuccia Pelazza – Insegnante, Milano - Nico Perrone – Docente Storia dell’America, Università di Bari - Hamza Roberto Piccardo – Editore e portavoce del Consiglio direttivo dell’UCOII - Costanzo Preve – Filosofo, Torino - Edoardo Sanguineti – Poeta e docente di Letteratura italiana, Università di Genova - Fausto Schiavetto – Università di Padova - Gabriella Solaro – Responsabile Archivio Storico INSMLI (Ist. naz. per la storia del Movimento di Liberazione in Italia) - Carlos Varea – Coordinatore Campagna Spagnola contro l’Occupazione e per la Sovranità dell’Iraq - Gianni Vattimo – Filosofo ed ex parlamentare europeo Aggiungi la tua firma scrivendo a vistiora@email.it |
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